Vivere a Cambridge. Sulla gentilezza.

Oggi vorrei scrivervi un post sulla gentilezza. Virtù da praticare tra sconosciuti.

Sono a Cambridge da qualche settimana, tra vestiti da sistemare e novità da affrontare. Quando è possibile, faccio qualche giro in centro per esplorare la città.

Piano piano alcuni volti stanno diventando familiari e sto cominciando a conoscere i vicini di casa e gli altri genitori della scuola.

Qui sono tutti molto gentili con noi e il clima che si respira è quello dell’accoglienza. Se ti fermi per strada a guardare una mappa stradale, qualcuno si fermerà a chiederti se può aiutarti.

Si parla tanto della formalità degli inglesi, di questa gentilezza finta (perché formale e non derivata da un vero interesse), ma vi dirò, non fa schifo per nulla. Che la gente ti sorrida, anche solo per cortesia, è bello. Questo calore l’avevo dimenticato. Questa voglia di fare gruppo, integrarti, coinvolgerti, l’avevo persa nei meandri della memoria.

E così a scuola di mio figlio, alcune mamme si sono avvicinate a noi sin dal primo giorno e, una volta scoperto che siamo italiani, ci hanno presentato altri italiani della scuola. Anche la mia vicina di casa, inglese che parla benissimo italiano, è stata molto gentile come me e si è presentata appena c’è stata l’occasione.

Al supermercato, tanti si fermano a scambiare qualche battuta con Enea. Quando l’hanno visto piangere, nessuno si è rivolto a me con disappunto (come capita spesso in Italia), ma con affetto e comprensione e cercando di distrarre Enea dal suo momento.

Sicuramente non sarà così dovunque e non saranno tutti allo stesso modo ma, se questa è la formalità di cui si parla tanto riferendosi agli inglesi, beh, l’impatto iniziale è piacevole.

Ho tanto da imparare da questa cultura e da questa gente.

Una piccola casa di epoca vittoriana a Cambridge.

Ebbene sì, non l’ho ancora scritto qui sul blog, ma ho infestato i social e pure la newsletter, mi trasferirò a breve a Cambridge nel Regno Unito.

Ormai è quasi tutto pronto, abbiamo trovato casa, abbiamo spedito le nostre cose.

Cercare casa in una nazione che non conosci è stata una esperienza formativa, le differenze con le abitudini italiane sono numerose. Ci ha colpiti molto l’abitudine delle agenzie immobiliari che non sono mai pressanti e invadenti. Avete mai avuto a che fare con quelle italiane?

Abbiamo cercato una casa che non fosse troppo lontana dal centro per non restare troppo isolati con la vita. La città di Cambridge è davvero un posto molto tranquillo. Abitare vicino al centro significa solo una cosa: casetta vittoriana!

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