Raincoat, satchel e altri oggetti del desiderio.

Oggi ho sfidato il vento gelido e mi sono avviata verso il centro di Cambridge in bici (meno di 10 minuti di strada), ho ancorato la bici come ho potuto, sapete che il furto di bici è il crimine più comune in questa città? E mi sono avviata verso uno Starbucks con il mio pc.

In questo periodo avrei anche voglia di fare spese matte, ma per il momento le spese importanti sono altre. Mettere in piedi una casa è sempre un momento molto delicato per il portafoglio. Quindi mi limito a sognare e vi scrivo un post con la mia lista dei desideri di questa settimana (la prossima potrebbe essere diversa!).

Un giorno passeggiavo con la mia famiglia per Cambridge, c’era il sole, avevo pranzato con un numero non precisato di uova, salsicce e fette di bacon, ci aggiravamo per le strade della ridente cittadina, quando, SBAM!

Senza nessun preavviso, ecco il mio nuovo oggetto del desiderio!

Delle giacche da pioggia con fantasia ispirata a Mondrian, di una ditta norvegese Nordic Weather.

Capitemi, sono una siciliana che si è appena trasferita a Cambridge, ne ho proprio bisogno!

Con circa 250£ è tuo! Facciamo per un’altra volta.

 E sempre a Cambridge, ho trovato un negozio che realizza cartelle in pelle (ma non solo).

Come ho fatto finora a vivere senza una cartella? Le adoro, soprattutto nei colori più improbabili!

Questo il mio modello preferito. Le realizza una ditta nata proprio a Cambridge “The Cambridge Satchel Company“.

Ho inaugurato un salvadanaio per una di loro. Ve lo dico, nel caso qualcuno volesse partecipare alla mia causa!

E poi loro, l’acquisto che mai avrei pensato di voler fare.

Occhiali da sole rosa, specchiati e pure Versace (marchio che non ho mai amato in maniera particolare).

Ora, in foto le lenti hanno quel riflesso verde che nella realtà non c’è. Sono “solo” specchiati rosa.

Questi li ho anche provati in due occasioni diversi, poi li ho appoggiati sul bancone dell’ottico e mi sono allontanata lentamente, molto lentamente. Mi sento una supereroina!

E dopo tutta questa sobrietà, il nuovo oggetto del desiderio è lo smalto nude/beige/rosino.  Tutti colori che, se non abbinati bene con la carnagione, regalano un bellissimo effetto cadavere che neanche Laura Palmer. E secondo voi io indovinerò il colore giusto da abbinare alla mia pelle?

Marshmallows

 

 Ballet slipper

 

Sand Tropez

Ok, uno smalto posso permettermelo. Mi consigliate un colore o un marchio con cui vi siete trovati bene?

Ok, adesso vado. Ritroverò la mia bici?

Vivere a Cambridge. Gli inizi, la scuola e la guida

E con solo 6 valigie, un passeggino e un seggiolino auto al seguito, siamo volati fino a Cambridge.

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La prima cosa che ho fatto arrivata a casa? Ho spostato i piatti da un ripiano all’altro. Attività di cui ignoro il motivo dell’urgenza e dell’utilità. Andava fatto. Punto.

Seconda cosa fatta arrivata a Cambridge? Supplicare mio marito d portarmi fuori da quella casa piena di valigie da sistemare e oggetti posati alla rinfusa.

Tutto sommato un buon inizio, poteva andare peggio.

I giorni successivi sono stati caratterizzati da momenti di “Devo sistemare tutto adesso, subito, ora!” a momenti di “Usciamo, vi prego!”. Tra una passeggiata e l’altra è iniziata la ricerca del Sacro Graal, cibo commestibile: non precotto, precondito o premasticato,  che non costi un occhio della testa.

Tipo che qui le schifezze costano niente e te le lanciano dietro, ma se cerchi qualcosa di un po’ più sano che non siano patate, carote e pastinaca…

Forse scriverò un post solo sulle stranezze dei supermercati inglesi, cose che in Italia farebbero accapponare la pelle ma che qui è normale fare/comprare.

Cos’altro abbiamo fatto in questi 3 giorni? Ah! L’iscrizione di Dante a scuola, era già stato assegnato ad un istituto e dovrebbe cominciare settimana prossima, peccato che la scuola si sia persa il suo nominativo!

Grazie burocrazia inglese per farmi sentire in Italia! ❤

Per fortuna tutto risolto, adesso siamo alla ricerca dei pezzi dell’uniforme. Ah! Ma vogliamo parlare un attimo dell’uniforme? Tralasciando il fatto che non abbiamo ancora ben capito quanti capi ha bisogno tra uniforme per ginnastica all’aperto, al chiuso e per le ore scolastiche. Ma la felpa sopra la polo e con i pantaloni “classici”, siamo proprio sicuri?

Ho anche provato a guidare al “contrario” con la macchina “sbagliata”, ve ne parlavo nel post di aggiornamento sullo spostamento a Cambridge. Devo dire che guidando a 30 km/h non ho riscontrato nessun problema. Inoltre, in questo modo, i ciclisti sono sicuramente salvi, qui le piste ciclabili sono spesso su strada. Ovvio, non credo che farò mai nessun sorpasso! 😀

Cambridge: aggiornamento sul trasloco e sul trasferimento

Vi aggiorno velocemente su come procede il nostro spostamento verso il Regno Unito. Vi ho già parlato della ricerca della casa qui.

Sono finalmente arrivate le nostre cose nella nuova casa, dopo circa un mese. Sono più o meno accatastate e piano piano mio marito sta cercando di dare un senso alla casa in attesa del nostro arrivo.

Alla fine abbiamo decido si portare la nostra macchina a Cambridge, in attesa di capire bene cosa fare. La macchina servirà a me per accompagnare i bimbi a scuola in due zone diverse della città. Guiderò al “contrario” con una macchina “sbagliata”. Ne vedremo delle belle!

La notizia quindi, è che abbiamo trovato il nido per Enea e la scuola per Dante. Enea andrà in un nido fuori città, l’unico ad avere posto per lui. Abbiamo avuto modo di visitare il nido. La concezione è un po’ differente da quella italiana. Magari ve ne parlerò più avanti, quando avrò avuto modo di vedere meglio.

Abbiamo trovato una scuola anche per Dante, dopo attimi di panico visto che le scuole vicino casa non avevano posto. Una delle conseguenze dell’iscrizione durante l’anno. Dante andrà al primo anno di primary school, che è chiamato Reception, fino a luglio. Guardo Dante con tenerezza per il carico di lavoro che dovrà affrontare. Aspetto di vedere come si destreggerà tra l’inglese e la scuola.

Io ho messo in pausa il negozio su Etsy, le mie cose sono un po’ sparse di qua e di là. Ho approfittato di questi giorni di pausa per capire meglio cosa voglio fare e come voglio muovermi. Sto anche leggendo alcuni libri di cui vi parlerò più avanti e che mi hanno dato diversi spunti di riflessione.

E quindi, quando partiremo? L’ultimo giorno di aprile saremo lì, volo di sola andata.

Giardini botanici – Cambridge University (Aprile 2017)

I primi di aprile io e i bambini abbiamo raggiunto mio marito a Cambridge, una piccola fuga in attesa del trasferimento definitivo di fine mese. Ho portato i bambini in giro per la città ad esplorare quella che diventerà la nostra casa. Il tempo è stato sempre bello e ne ho approfittato per portare i bimbi al Cambridge University Botanic Garden, un bellissimo e grande parco poco distante dal centro, a due passi dalla stazione dei treni.

Abbiamo casualmente trovato la tipica caccia al tesoro del periodo di Pasqua (Easter hunt), 6 simpatici coniglietti dorati erano disseminati al parco, trovandoli tutti si aveva diritto ad un piccolo premio.

Ho trovato l’iniziativa molto interessante per invogliare i bambini a girare il parco, mio figlio mi ha fatto camminare per due ore alla ricerca dei coniglietti.

Il parco ha dei grandi spazi liberi. Ho visto genitori sedersi sull’erba con i loro piccoli per il pranzo. Mi sembra che sia un modo divertente e interessante di vivere la città e appropriarsi dei suoi spazi.

Sono rimasta folgorata dalle ambientazioni all’interno delle serre. Una più bella e interessante dell’altra. Io e mio figlio ci avremmo passato delle ore a fare foto ad ogni angolo, ad ogni scorcio.

 


In giro per il parco tante panchine per poter godere della vista e della pace.

All’interno vi erano anche altre aree attrezzate per il pranzo, bagni e un bar con la possibilità di mangiare un piatto freddo o caldo.

Ci tornerò, ho voglia di vederlo in altri periodi dell’anno, quando altri alberi saranno in fiore. 🙂