Vivere a Cambridge. Gli inizi, la scuola e la guida

E con solo 6 valigie, un passeggino e un seggiolino auto al seguito, siamo volati fino a Cambridge.

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La prima cosa che ho fatto arrivata a casa? Ho spostato i piatti da un ripiano all’altro. Attività di cui ignoro il motivo dell’urgenza e dell’utilità. Andava fatto. Punto.

Seconda cosa fatta arrivata a Cambridge? Supplicare mio marito d portarmi fuori da quella casa piena di valigie da sistemare e oggetti posati alla rinfusa.

Tutto sommato un buon inizio, poteva andare peggio.

I giorni successivi sono stati caratterizzati da momenti di “Devo sistemare tutto adesso, subito, ora!” a momenti di “Usciamo, vi prego!”. Tra una passeggiata e l’altra è iniziata la ricerca del Sacro Graal, cibo commestibile: non precotto, precondito o premasticato,  che non costi un occhio della testa.

Tipo che qui le schifezze costano niente e te le lanciano dietro, ma se cerchi qualcosa di un po’ più sano che non siano patate, carote e pastinaca…

Forse scriverò un post solo sulle stranezze dei supermercati inglesi, cose che in Italia farebbero accapponare la pelle ma che qui è normale fare/comprare.

Cos’altro abbiamo fatto in questi 3 giorni? Ah! L’iscrizione di Dante a scuola, era già stato assegnato ad un istituto e dovrebbe cominciare settimana prossima, peccato che la scuola si sia persa il suo nominativo!

Grazie burocrazia inglese per farmi sentire in Italia! ❤

Per fortuna tutto risolto, adesso siamo alla ricerca dei pezzi dell’uniforme. Ah! Ma vogliamo parlare un attimo dell’uniforme? Tralasciando il fatto che non abbiamo ancora ben capito quanti capi ha bisogno tra uniforme per ginnastica all’aperto, al chiuso e per le ore scolastiche. Ma la felpa sopra la polo e con i pantaloni “classici”, siamo proprio sicuri?

Ho anche provato a guidare al “contrario” con la macchina “sbagliata”, ve ne parlavo nel post di aggiornamento sullo spostamento a Cambridge. Devo dire che guidando a 30 km/h non ho riscontrato nessun problema. Inoltre, in questo modo, i ciclisti sono sicuramente salvi, qui le piste ciclabili sono spesso su strada. Ovvio, non credo che farò mai nessun sorpasso! 😀

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